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Success System nel Network Marketing

Come deve funzionare il Network Marketing, tutto ciò che devi sapere per avere successo in un Network Marketing





Sistema messo a punto per il leader, per avere una carriera veloce, quindi più guadagni. È importante acquisire le componenti principali del training in questione. Ci sono molti messaggi motivazionali, corsi di formazione e un cruciale training. Il consiglio è di leggerlo e rileggerlo fino a quando non si è appreso del tutto.

Se un’azienda di N.M. ha raggiunto degli importanti risultati, c’è molto entusiasmo in questo, quindi è più facile raggiungere grandi obiettivi, specialmente all’inizio dell’attività nella propria nazione, ma ci si deve rendere conto che per quanto abbia fatto e conseguito da quell’azienda, la proporzione è una pulce su un San Bernardo, nel senso è neanche a metà dell’opera. In pratica si è solo alle fondamenta, sono state buttate solo le basi, tempo per crescere e vedere un periodo roseo c’è. Oggi la gente va in pensione con la metà di quello che serve per vivere. Una volta c’erano quelli che potevano e quelli che non potevano.

Oggi c’è una categoria in più: quelli che potevano e non possono più. Quasi tutti abbiamo debiti, basta aprire un giornale e si parla di fusioni, tagli, rilevazioni, ristrutturazioni e chiusura di imprese. Tanta cassa integrazione, licenziamenti dalle più grandi alle piccole aziende. Si deve dare un’opportunità a queste persone. Questo ormai è all’ordine del giorno e su qualsiasi giornale o telegiornale, c’è una grande instabilità.

Guardiamo la sanità: si lavora il doppio o il triplo e si guadagna la metà. Il medico era una carica prestigiosa una volta, oggi non si è più sicuri di voler lavorare nella sanità.

Alle persone ci vuole un’opportunità, serve una fonte di reddito supplementare più che mai. Un’entrata supplementare che varia dai 300 ai 500 euro mensili per una famiglia media avrebbe potuto prevenire il 50% dei casi di insolvenza o fallimento nel 2003. Chi è in grado oggi di mettere insieme 500 euro al mese? C’è una parte del N.M. che si chiama BONUS. Questo può cambiare la vita diventando “qualcuno”.

Per diventarlo c’è chi ci mette una o due settimane, c’è chi invece va all’università, prende una laurea, studia tanto e non trova neanche il lavoro per quello che ha studiato, quando invece, col N.M. si raggiungono qualifiche meritocratiche, lavorando anche part-time, anche in poco tempo.

Il N.M. ha dei piani provvisionali equilibrati che non prevedono il pagamento di un centesimo fino a quando non si è raggiunto almeno il primo obiettivo. Una volta raggiunto, ecco i BONUS, ecco che si usano i servizi, si crea il reddito, si creano le provvigioni che vengono pagate ogni mese.

Dell’opportunità si può parlare con tutti ed in tutti i modi, ma se non si crede fino in fondo a ciò che si dice, se non si è convinti di noi stessi, non si convincerà nessuno. Si deve colmare il divario tra ciò che si ha intenzione di fare e quello che si sta facendo. L’unico modo è quello di capire fino in fondo che cosa si sta facendo, capire fino in fondo di cosa si ha in mano.

Al giorno d’oggi con questo mercato, tentare non basta e se si fanno cose a caso, cosa che fanno in tanti, si rimarrà un caso irrisolto. Si deve avere passione nella voce, si deve essere entusiasti di quello che si sta facendo…appunto, passione ed entusiasmo…questa è la chiave del successo…con queste due armi in mano, automaticamente si fanno le cose bene: 80% di passione vuol dire stare bene quando si fa una cosa, il 20% è sapere quello che si sta facendo.

Non sono le cose che si dicono a decretarne il successo, ma come si dicono. Non si possono dire le cose sbagliate alle persone giuste. Come non si possono dire le cose giuste alle persone sbagliate. Con alcune persone non ha importanza come ci si presenta, sono così negativi che sembrano dei rullini fotografici: se li metti in una stanza al buio cominciano a svilupparsi.

Il 90% dei risultati nella vita, derivano dal fare le cose con passione, perché se si ha passione le persone ne saranno attratte, perché la maggior parte di esse non ha entusiasmo, sono dei pessimisti, non riescono a guardare nemmeno negli occhi l’interlocutore.

In un ascensore pieno di gente che cosa succede? Le persone guardano i numeri o le scarpe di chi sta di lato o davanti, ma non guarda all’altezza degli occhi: l’ultima cosa che vogliono è iniziare una conversazione. Se uno di questi inizia una conversazione pensano: “E questo chi è, cosa vuole?” Allora quella persona è strana, diversa dagli altri, è come un virus. Invece si deve distinguere, si deve essere diversi perché altrimenti si passerà per uno qualunque per tutta la vita. Se invece si trasmette entusiasmo, la cosa può essere contagiosa, come può anche succedere che qualcuno ci risponda: “Veramente non so se riesco ad entusiasmarmi”. Tegola… non si riesce a trovare nemmeno una parola per descrivere ciò che succederà nei prossimi anni. Non ci si rende conto che si sta costruendo qualcosa di monumentale che durerà più di noi stessi.

Quello che si deve fare è estremamente semplice: essere convinti. Qualcuno dirà: “Beh veramente non so se sono capace di parlare con la gente!” oppure: “Non so se conosco qualcuno a cui parlare!”.

Se si pensa che non ci sia nessuno con cui parlare, basta uscire, lanciare un sasso, guardare dove cade, si va dalla prima persona che ci passa accanto e gli si dice: “Buon giorno, posso farle una domanda? Se le parlassi di un’opportunità di guadagnare un reddito in più senza il rischio di lasciare il lavoro a tempo pieno, ce li avrebbe venti minuti per bere un caffè?” Si è capaci di fare una cosa del genere? Si deve parlare con le persone. Le persone sono dappertutto. Quando si esce e si sta tra la gente e li si vedono come consumatori o collaboratori, ci si dovrebbe sentire come un topo nel formaggio.

Non si dovrebbe raccapezzarsi neanche da che parte iniziare. Questo significa che tutti crederanno in quello che si fa perché ci si crede al 100%? Certo che no. Si incontreranno persone a cui non interessa. A dire il vero si incontreranno persone di tutti i tipi e di tutti i ceti. Si incontreranno persone che non dicono la verità: quante volte è successo che qualcuno abbia mentito? Quante volte è successo che abbiano detto: “Ci vediamo al meeting!” e poi non si sono presentati. Quante volte si è sentito dire: “Sei fortunato ad avere incontrato me, diventerai ricco!” oppure: “Conosco tutti in città!” e poi salta fuori che non lo conosce nessuno. Le persone racconteranno frottole.

Come fare con quelli che mentono? Farci l’abitudine. Non bisogna lasciare che la loro incapacità condizioni la vita delle persone e la loro opportunità. Si troveranno persone disoneste, persone che pensano di appartenere a classi elevate: questa gente non si rimboccherà mai le maniche, non si darà da fare perché non sa cosa vuol dire lottare per conquistarsi qualcosa di migliore per la famiglia.

Le aziende vengono fondate per necessità e si deve ringraziare il Cielo se funziona. Quando si è convinti al 100%, non si vede l’ora di parlarne alla gente, perché si sa che per qualcuno di loro ne vale la pena. Allora si incontreranno persone che hanno voglia di fare, di impegnarsi, di percorrere migliaia di chilometri per andare alle manifestazioni ed imparare come fare a migliorare il proprio tenore di vita, persone che hanno voglia di fare sacrifici oggi per avere un domani migliore. Si incontreranno persone se prima di tutto saremo noi persone così, con queste doti.

Quando si incontra qualcuno, non si giudicano a priori, perché non si sa mai chi ce la farà e chi no. Si conoscono persone che ce l’hanno fatta e che non rientrano in nessuna di queste categorie.

Non c’è nessun denominatore comune, tranne l’etica professionale e la capacità di lavorare sodo. Queste sono le persone che fanno grande questa opportunità, ma non giudicare mai a priori. Quelli che si pensa non ne hanno bisogno, sono quelli che ne hanno più bisogno.

Non bisogna giudicare da quello che hanno fatto finora, se saranno interessati all’opportunità a volte si preferisce parlare con determinate persone perché si ha paura di quello che potrebbero pensare e magari ci si sente anche responsabili se non hanno successo, mentre la responsabilità è solo la loro. Di responsabilità ne abbiamo solo due: dar loro una speranza ed una possibilità, dar loro i mezzi per sfruttarla.  Questa è la responsabilità del leader.

Non tutti quelli che ci provano ce la fanno alla grande: ci sono persone che firmano, fanno l’investimento iniziale e non guadagnano un centesimo. Il motivo per cui non hanno soldi si sa: perché non fanno niente. Invece c’è chi guadagna per quanto vale. Non si è responsabili di nessuno, tranne per quelle due cose che abbiamo visto prima.

Non bisogna sentirsi in colpa quando qualcuno rinuncia. Pensiamola così: non si ha la più pallida idea di quante persone smettano ogni mese, ma una cosa è certa, se ci si dovesse sentire responsabili per tutti quelli che rinunciano a migliorarsi, che vita si farebbe oggi? Si farebbe meglio a suicidarsi? Invece quello che conta è che per la prima volta in vita loro qualcuno ha dato a queste persone un’opportunità e se hanno voglia di coglierla e di sudare c’è una ricompensa bellissima che li attende.

Ecco cosa succede oggi: persone di tutti i generi, con una voglia di riuscire così smisurata che gliela vedi addosso, persone a cui manca solo un mezzo. Non si è contenti di aver trovato questo mezzo?

Perciò non si deve giudicare a priori. Il Vangelo ci racconta di quella volta che Gesù diede ai suoi discepoli le istruzioni più semplici che abbia mai sentito: “Se arrivi in una città e ti accolgono bene, resta!” Semplice e funzionale. Poi disse: “Se arrivi in un posto dove non ti accettano, riparti, ma non solo, scuotiti anche la polvere dai sandali e lascia tutto lì!” non doveva essere un segno di apprezzamento quella volta. Il messaggio comunque è che se qualcuno dice sì: benissimo! Se dice no: va bene lo stesso, che importa se domani si parla con 100 persone e dicono tutte di no? C’è qualcun altro con cui parlare? È una questione di numeri ogni volta. È il N.M.: più grande è il tuo network, meglio funziona. Basta iniziare a parlare con la gente. Quelli che hanno fatto meglio sono rimasti semplici.

Una delle prove da superare nella carriera è quella di non complicare un sistema molto semplice. Ecco cosa si fa: si acquisiscono clienti e acquisitori di clienti. Tutto qua. Niente di complicato, tutto semplice: si compila un modulo di adesione, si fa un piccolo investimento: quanti soldi hai guadagnato? ZERO.

Niente, ma se invece ci si procura clienti e si aiuta il nuovo collaboratore che hai reclutato ad acquisire un tot numero di clienti, quanti soldi si fanno? Un tot. Tutto molto semplice.

Si compila un tot di questi, un tot di questi altri e si guadagna un tot di soldi subito e un tot di provvigioni più tardi. È abbastanza semplice? Tutto qua. Si è qui ad acquisire clienti ed acquisitori di clienti, non complichiamo un sistema molto semplice.

C’è la storia di un rappresentante agli inizi, che manda in ufficio un suo primo rapporto di vendita. Al reparto vendita rimangono allibiti: doveva essere un ignorante di prima categoria: “Gli guardo i vestiti, gli dico che questi qua non ci hanno mai comprato un cavolo, gli ho venduto un po’ di roba e adesso sto andando a Chicago!” questa è stata la prima lettera, finché prima di licenziarlo, ignorante com’era, manda un’altra lettera da Chicago: “Sto qua che gli ho venduto mezzo milione!” Non sapendo cosa fare il manager alle vendite, per sbarazzarsi del problema, lo passa al Direttore Generale: la mattina seguente le lettere del rappresentante sono sulla lavagna con un appunto del Direttore: “Dobbiamo smetterla di inventare belle frasi ad effetto, piuttosto iniziamo a vendere: guardate le cifre, voglio che tutti vengano qui a leggersi queste due lettere di John che si sta dando da fare sul serio, voglio che facciate tutti come lui!!!” Questo è il messaggio: RIMANERE SEMPLICE.

Si acquisiscono clienti e acquisitori di clienti. Non serve complicare un’operazione semplicissima.

Proviamo a dare una definizione a questa opportunità: lavorare nel N.M. significa acquisire un cliente o reclutare un nuovo collega; tutto il resto è irrilevante.

Essere presenti alle manifestazioni non è un lavoro, è preparazione in vista del lavoro. Stiamo affinando le tecniche per quando acquisiamo un cliente o una recluta. Girano un sacco di persone, ci sono molti nuovi colleghi, le reclute, che in qualche modo non si avvicinano mai a questa definizione, però si curano nell’aspetto, parlano bene, dicono in famiglia che stanno lavorando alla migliore opportunità del mondo, ma non combinano niente. Vanno a casa e dicono: “Tesoro, ho trovato un’opportunità da non credere, hai sposato l’asso, diventeremo ricchi!” e mettono su un piccolo ufficio in casa.

Hanno l’archivio e le foto del loro idolo a motivarli e soprattutto il telefono, la tecnologia più avanzata che si trovi sul mercato senza nemmeno un’impronta digitale. Anche l’archivio è perfetto: moduli e contratti, depliant e guide, tutto quello che serve per avere successo, tutto ancora avvolto nel cellophane: eppure dicono che diventeranno ricchi. Non si può diventare ricchi per osmosi, ci si deve dare da fare, si deve entrare nell’opportunità e restarci.

L’attività in questa fase è tutto: recluta nuovi colleghi, parla con le persone acquisisci clienti. Si deve parlare con la gente per reclutare e acquisire clienti. Se non si fa esattamente così non si sta funzionando e non ci si deve neanche aspettare granché. Ci sono troppe persone che quando fanno carriera ed hanno molte persone sotto di loro, pensano che l’opportunità non li riguardi più ed allora fanno i manager, ma lasciatevi dire una cosa: se si è diventati un pezzo troppo grosso per fare le cose piccole, vuol dire che si è troppo piccoli per fare grandi cose. Quelli che hanno più successo nel N.M. sono quei leader con una mentalità da servitori: non chiedono agli altri di fare quello che possono fare da soli.

Questi sono i leader che si deve seguire. Per essere un leader si deve dare l’esempio, si deve stare in prima linea, si deve essere quello che acquisisce più clienti. Si deve mostrare loro esattamente ciò che si deve fare.

Ci si deve ricordare che nessuno segue un leader che alle parole non fa seguire i fatti. Si deve far vedere esattamente quello che vogliamo che facciano. Si deve essere la guida turistica e non l’agenzia di viaggio. Si deve percorrere con loro tutto il cammino, condividendo le esperienze ed instaurare nuovi rapporti. Quando lo si è fatto, lo si deve fare di nuovo. Succederà che un giorno ci si sveglia che si ha una massa di persone che crede e quindi si impegna e gli piace. 5-10-15 anni dopo ci si guarda attorno e si pensa se sia tutto qui lo sforzo da fare.

Guardiamo come viviamo oggi, le scelte che abbiamo fatto e che non avevamo prima: per alcuni sarà così, qualcun altro si perderà per strada. Invece bisogna rimanere concentrati e fare quello che serve. Partire per la tangente pensando di conoscere un sistema migliore? Si può provare, ma soprattutto, se si è nuovi, si deve capire una cosa: si è nella stessa squadra.

Se si pensasse che c’è un sistema migliore si crede che non venga detto? Si riesce a creare un’azienda da un miliardo di euro se si dà vita all’attività da qualche miliardo di euro all’interno dell’azienda e l’unico modo è reclutare ed acquisire clienti. È un processo molto semplice e se non ci si perde per strada, ce la si fa, ma certe persone, invece di rimanere concentrate, si perde in interpretazioni, si convince che il sistema non può essere così semplice. Non facciamo congetture, non ha senso muoversi in tutte le direzioni senza coesione, bisogna rimanere concentrati, soprattutto nelle operazioni giuste. Non ha senso eccellere nei dettagli o fermarsi a cavillare come fanno molte persone.

La regola è elimina e concentra: eliminare le distrazioni e concentrarsi su quello che si vuole portare a termine praticando anche la “trascuratezza programmata”.

Che cos’è la “trascuratezza programmata”: è provare ad evitare di fare quelle cose in cui non si è bravi. In pratica le cose che non si è capaci di fare non le si fa. Ci sono invece le cose che si ha il piacere di fare e farle per non essere mediocre nel fare cose che non siamo capaci di fare. La mediocrità non interessa a nessuno, al mondo interessa quelli che sanno fare le cose bene e se ti si fa vedere il modo di arrivare al top con il N.M., si vedrà quante gratificazioni si avranno.

Non ci vuole una vita intera per fare carriera con il N.M., bisogna rimanere concentrati sulle cose che si sanno fare bene e se ancora non si sa come fare, basta vedere come si è fatto con il 90% delle persone che sono arrivate al top. Non serve l’esperienza, si è messo a punto un modello vincente: tutto quello che serve per riuscire è già pronto, non si hanno scuse per non farcela.

Chi è qui sa che è al posto giusto al momento giusto e tutto è pronto perché gli ultimi anni sono stati passati a preparare questo momento in modo che ognuno avesse la possibilità di riuscire, non ci sono scuse per fallire, succede così raramente che tutte le singole parti di un’azienda siano messe insieme nel momento più opportuno, ma essere al posto giusto al momento giusto non basta, si deve fare qualcosa di concreto, non ci si deve bloccare per la paura.

Ci si deve dimenticare gli errori del passato, oggi è un giorno nuovo, si deve iniziare a pensare diversamente a cominciare da noi stessi. Si deve pensare più in grande, si deve pensare anche a come essere utili agli altri, a pensare come fare la differenza per un sacco di altre persone, perché non si avrà successo se gli altri non hanno successo insieme a te. Questo è l’elemento vincente del N.M., iniziare a pensare in modo diverso, perché se si continua a pensare come si è sempre fatto si continuerà ad avere quello che si è sempre avuto. Ci si deve distinguere dalla massa, ci si deve sbarazzare dalla mentalità della maggior parte della gente.

Chi fa un lavoro dipendente, ha un orario strano, cioè si deve alzare comunque presto al mattino, anche se si fanno i turni, sempre che qualche mattina si deve alzare presto, diciamo che per essere presenti sul posto di lavoro, chi va in auto si alza alle cinque del mattino ed alle 5,30 è per strada. Si è mai incrociato un’auto di grossa cilindrata a quell’ora del mattino? Si è mai vista una Mercedes a quell’ora del mattino? Deve essere scritto sul libretto di circolazione: vietato guidare una Mercedes prima delle 8,00 del mattino. Che macchine circolano a quell’ora? Macchine con le gomme consumate, con il paraurti a pezzi, ecco cos’è che le persone vivono e sopportano giorno dopo giorno.

Ci si merita molto di meglio.

Ci meritiamo tutti qualcosa di meglio. Bisogna stare tra persone che condividono quest’attività, per il loro modo di essere, perché c’è energia, è bello l’ambiente e l’atmosfera che c’è. Ma c’è sempre qualcuno che prova allo scoraggiamento. Ma si farà meglio a fare il contrario di quello che fanno gli altri, perché se si fanno le stesse cose, si avranno le cose che hanno gli altri, si deve andare oltre ed anche di più. Si deve avere tre cose: la prima è il desiderio impellente di diventare qualcuno, perché le parole salgono dal cuore, quello che si ha dentro è destinato a venire fuori.

La seconda cosa è che si vende un sogno, non servizi o prodotti, si deve far vedere alle persone dove si può arrivare, gli si chiede cosa vogliono e si fa loro un ritratto del N.M. che corrisponde a quello che loro vogliono dal N.M. la terza è che non si deve mollare mai, non ci si deve voltare indietro da qui a 5 anni per ritrovarsi a dire: “Non è possibile mi sono lasciato sfuggire un’opportunità del genere!” non si può permettere a noi stessi di fare un’esperienza del genere solo perché non ci si è impegnati al massimo al momento opportuno. Invece no, si resterà lì senza dar retta ai pessimisti ed ai disfattisti. Si è fatta una scelta, si è qui per recuperare il tempo perduto, per costruire qualcosa di duraturo per noi e per la famiglia, quindi è arrivato il momento di darsi da fare.







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